Cosa è la “X di Montesacro”

La “X di Montesacro” rappresenta la possibilità di rendere più fruibili tutti i quartieri posti all’interno del 3° municipio, con oltre 200.000 abitanti, che sono collegati con il resto della città da poche vie di fuga verso il centro (Ponte delle Valli, Via Prati Fiscali e Ponte Tazio), attraverso l’uso delle bici e delle e-bike (bici a pedalata assistita) e la costruzione di infrastrutture che potrebbero dare ai cittadini la possibilità di non usare l’automobile o lo scooter e di iniziare uno stile di vita innovativo come sta succedendo in molte città del Nord Europa. In particolare l’idea è quella di costruire piste ciclabili leggere dette anche bike-lane in alcune strade del quartiere Montesacro. La realizzazione di tale progetto permetterebbe una novità che andrebbe ad incentivare una mobilità mista: mezzi pubblici+bici pieghevoli, portando avanti un progetto innovativo di intermodalita’, data la presenza di molti mezzi di trasporto che sono presenti nel municipio: metro, bus, filobus, etc .

Con la realizzazione della” X Montesacro e il quadrilatero” si aiuterebbero i cittadini ad avere meno stress da traffico. Ogni giorno sono tantissimi coloro che si recano a lavoro e vivono il quartiere in modo malsano, con infrastrutture innovative si aiuterebbero molti a recuperare tante ore sprecate quando si rimane intrappolati nel traffico automobilistico nelle vie di fuga .

Inoltre, si darebbe ai cittadini la possibilità di vivere il quartiere con un approccio di maggiore scambio sociale e non isolarsi nel proprio abitacolo dell’auto che crea barriere tra i cittadini ed anche intralcio e stress ai pedoni e attese ai mezzi pubblici.

Attraverso una spesa pubblica molto ridotta, senza la costruzione di onerose piste ciclabili, ma soltanto attraverso il disegno di una linea colorata che delimita la bike lane tra il marciapiede e le auto in sosta, che verrebbero spostate di circa 1,30 mt dal marciapiede, dove usualmente vengono parcheggiate, si verrebbe a creare un spazio sicuro per le bici e si eviterebbe la sosta selvaggia in seconda e terza fila delle auto che comunque usualmente occupano la carreggiata apportando un restringimento. 

 

La X di Montesacro si collocherebbe dall’inizio di Via Prati Fiscali (da via Salaria) fino a Via Ugo Ojetti (percorrendo viale Jonio fino ad arrivare a Via Nomentana/Via Ave Ninchi) e da Viale Tirreno (Via Sempione) a via Conti (fino al parco delle Sabine) e via Monte Cervialto (fino a Via Titina De Filippo)

Cosa è “il Quadrilatero”

La zona quadrilatero di Montesacro è strategica e si presta a fare da “esperimento guida” per tutta la città di Roma. L’idea è quello di costruire delle bikelane in alcune vie di larga viabilità o a senso unico in una zona adiacente la X di monte sacro, ed esattamente

tra via Val d’Ala e Viale Tirreno. Questa zona è pianeggiante ed autosufficiente, nel senso che i suoi abitanti dispongono di tutti i principali servizi: scuole, metropolitana, stazione ferroviaria (se riapre Val D’Ala…), palestre, supermercati, chiese, negozi, bar, locali, verde pubblico. 

 

 

Collegandoli questi nodi strategici e rendendoli accessibili tra loro attraverso una rete ciclabile (tipo bikelane, senza troppi costi per l’amministrazione pubblica, incentivando l’utilizzo di mezzi alternativi all’automobile per gli spostamenti di quartiere, si ridurrebbe il traffico incoraggiando il passeggio e la frequentazione degli esercizi di zona, con un notevole beneficio a favore del commercio locale, invogliando il transito di qualità: per raggiungere in bici via Nomentana, dove si sta costruendo la pista ciclabile e la pista ciclabile gia’ esistente che costeggia il fiume Aniene e quindi il parco delle Valli e ancora più a sud-est il parco dell’Aniene.

Attraverso la realizzazione delle ciclabili leggere (bikelane) si restringe la larghezza della carreggiata e si genera:

  1. Rallentamento della marcia dovuto alla prudenza nel percorrere strade più strette

  2. Snellimento del traffico per la difficoltà di sostare in doppia fila

  3. Maggior sicurezza per le categorie deboli della strada: pedoni e ciclisti

Gli attraversamenti ciclopedonali rialzati e/o ad effetto ottico concorrono al raggiungimento di questi obiettivi, contribuendo al rispetto dei limiti sulle strade a più alto scorrimento e garantendo un percorso sicuro che collega tutti i principali servizi del quartiere.

LE CICLABILI LEGGERE COSTANO POCO!

Nelle strade che, per dimensioni, lo consentono e sono moltissime, si sposta la sosta dell’auto verso il centro della carreggiata di circa un metro/un metro e mezzo e si lascia, tra marciapiede e sosta, una intercapedine ciclabile. Si forma così, semplicemente dipingendo alcune righe a terra, una pista che è sicura e protetta: le auto si trasformano da problema in elemento di protezione che separa i flussi ciclabili dai flussi automobilistici.

Questo contribuisce a dare ordine alla strada, riducendone le dimensioni e impedendo fisicamente, la doppia fila.

 

STUDIO DI FATTIBILITA’ DEL QUADRILATERO

Via Conca d'Oro

Via Val d'Ala

Via Val di Lanzo

Conducono tutte alla metro B1 Conca d'Oro

Le tre direttrici verrebbero collegate tramite TRE INTERSEZIONI

Via Val di Chienti

da Via Val di Lanzo a Via Conca d'Oro

Via Valle Scrivia

Collegando le utenze dal Parco delle Valli e Viale Tirreno (Metro Jonio) e X di Montesacro:

Via Valsesia

Collegando le utenze dal Parco delle Valli e la stazione di Via Val D'Ala alla metro di Viale Jonio e ai servizi di quartiere e alla X di Montesacro

Infine, occorre ricordarlo, esiste una stazione FS dimenticata che andrebbe rivalutata e inserita nel progetto dell’anello ferroviario per facilitare gli spostamenti in bici, alla luce della prossima chiusura dell’accordo sull’abbonamento bici+treno.

Il progetto avrebbe l’ obiettivo di restituire alla gente il piacere di “frequentare” la strada sentendosi a casa e – conseguentemente – averne maggiore cura del territorio dove risiedono e riqualificare le aree verdi e potenziare l’uso dei mezzi pubblici attraverso una mobilità mista.

Inoltre andrebbe a garantire maggiore sicurezza grazie alla realizzazione di percorsi ciclopedonali che colleghino i punti di interesse, incentivando l’utilizzo della bicicletta negli spostamenti all’interno del 3° municipio e canalizzando il traffico ciclabile (quindi, di qualità) in transito dalle zone limitrofe del Municipio III, smistandolo verso le ciclabili

LA SICUREZZA A 30 km/h

Realizzando le ciclabili leggere, si restringono automaticamente le carreggiate di queste strade a più alto scorrimento. Si raggiunge così l’obiettivo di moderare la velocità ai 50 Km/h effettivi e si determina una situazione per la quale – nelle vie limitrofe, più a carattere residenziale – automaticamente la velocità di percorrenza scenderebbe a 30 Km/h.

Risultati:

  1. Incentivo all’utilizzo di mezzi alternativi all’automobile, dunque diminuzione del traffico, del numero di incidenti, riduzione rumore ed inquinamento;

  2. Incentivo al commercio di zona, riqualificando il quartiere e rendendolo a misura d’uomo, con meno pericoli per le categorie deboli: ciclisti e pedoni.

Carreggiate troppo larghe invitano a premere sull’acceleratore.

Il progetto prevede di creare percorsi sicuri per l’utenza stradale debole restringendo le carreggiate per le automobili e contemporaneamente per snellire il traffico incentivando l’uso delle biciclette ed e-bike.

Scarsa visibilità agli incroci causa incidenti.

Il progetto prevede di introdurre attraversamenti pedonali rialzati o ad effetto ottico immediato creando percorsi sicuri nel raggio delle scuole, nel quartiere ci sono 3 plessi scolastici:

 

DEFINIZIONE DI ZONA 30 (Km/h)

Una Zona 30 è un’area della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari invece dei consueti 50 previsti dal codice stradale in ambito urbano. La minore velocità consentita permette una migliore convivenza tra auto, biciclette e pedoni.

Le Zone 30 si possono realizzare in qualsiasi città, purché nelle strade adiacenti il limite di velocità sia di 50 chilometri orari.

Nelle Zone 30 il progetto deve prevedere interventi che favoriscono pedoni e ciclisti come la riduzione dello spazio per la circolazione delle auto a favore di quello riservato alle piste ciclabili e ai percorsi pedonali, e la creazione di aree adibite a scopi sociali.

Si è portati a pensare che una diminuzione a 30 km/h del limite di velocità generi un aumento consistente dei tempi di viaggio. In realtà, a causa di fattori come il traffico cittadino, i semafori, gli attraversamenti pedonali, la presenza di pedoni e ciclisti, i

passaggi a livello e la ricerca di parcheggio, i tempi di percorrenza aumentano solo di poco. Si limitano semplicemente le accelerate a singhiozzo, causa di consumo eccessivo di carburante e inquinamento atmosferico.

Nello studio condotto a Madrid si è misurata una velocità media di 16,1 km/h nelle zone 30 e di 16,2 km/h

nelle zone 50.

 

PERCHE’ LA ZONA 30 (Km/h)

L’istituzione di Zona 30 comporta un aumento della sicurezza stradale: abbassando la velocità dai 50 km/h ai 30 km/h si riduce di oltre la metà lo spazio di arresto e si aumenta il raggio del cono visivo di chi conduce il veicolo. Le statistiche indicano che nelle Zone 30 si riduce il numero di incidenti e di feriti, e le lesioni fisiche sono meno gravi.

A Londra, tra il 1986 e il 2006, nelle zone 20 (20 miglia orarie equivalgono a circa 32 km/h) si è registrata una diminuzione del 42% del numero totale di incidenti e del 46% di quelli che hanno provocato morti o feriti gravi.

I cittadini di Roma si meritano più tempo liberato dal traffico auto e un quartiere dove vivere uno stile di vita sicuro e salubre. Questo progetto realizza questa possibilità di vivere una vita senza stress da traffico auto e un nuovo modo di vivere il proprio quartiere in una dimensione più umana.

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